I PASTORI – D’annunzio
Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.
Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua nafia
rimanga ne’ cuori esuli a conforto
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.
E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!
Ora lungh’esso il litoral cammina
la greggia.Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciaquìo, calpestìo, dolci rumori.
Ah perchè non son io co’ miei pastori?
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Cosa ne pensate di questa poesia del D’Annunzio? La prima volta che l’ho letta ero a scuola e sfogliavo il libro di letteratura. Così, sono capitato sulla pagina “I pastori”… L’ho letta e, devo ammettere, mi ha subito affascinato. E’ avvolta da un alone di silenzio e quiete, quasi monotonia sonnacchiosa, che ti assopisce e isola la mente dai problemi. E’ come un istante di ebbrezza e di beatitudine – leggerezza mentale. Uno stato surreale… In fondo è questa la capacità della poesia, no?
Premetto che predilisco Leopardi (le sue poesie sono veramente superbe), ma anche questo componimento è riuscito a catturarmi e… “assopirmi”, placare il mio animo frenetico che vive tra scuola/casa/studio.
In effetti, quel che preferisco di più in una poesia è la descrizione della natura: selvaggia, violenta, tempestosa, serena o arida. L’importante è che il poeta dipinga appunto un’ atmosfera simile a quella di questa poesia. La natura, infatti, è lo specchio dell’anima umana.
Una spiaggia calma, dall’aria sonancchiosa, un sole autunnale debole e fresco, che imbionda la lana delle pecore, la quale, a sua volta, sembra confondersi con la sabbia, il rumore delle onde, il belare e i dolci rumori… Non vi sembra, insomma, di essere lì? Tutto ciò è così realistico! Non mi servirebbe un quadro! Io sono il pittore, D’Annunzio è colui che mi ha offerto lo spunto per crearmi tale immagine in testa.
Allora, quali sono i vostri pareri? Ora vado, sono le 22:50!
Spero di avervi ispirato e “assopito”,
Denis Topalovic

