PROLOGO – Gli antichi manufatti del mare
<< Dovremmo essere sul punto preciso >>> sentenziò il proprietario della piccola barca, passandosi la mano tra i capelli bianchi e aguzzando lo sguardo sotto gli occhiali. Poi, avvicinandosi ad un uomo in tuta da sub, soggiunse << Non dimenticatevi di riprendere con la videocamera, intesi? >>.
Scosso da un improvviso colpo di tosse, sputò in mare e farfugliò qualche parola incomprensibile con voce roca. L’altro uomo annuì e, sorridendo, affermò << Ti fa male fumare, Scott… >>.
Seccato, il vecchio si voltò e, afferrando una bombola d’ossigeno, esclamò << Sì, sì, certo! Intanto prendi questa >>.
Una donna, seduta più in là, si sistemò la tuta da immersione, prese una maschera subacquea e, sporgendosi nell’acqua, la immerse nel mare. Dopodiché la ritirò, si bagnò il viso e chiese << Quanto tempo abbiamo per l’immersione? >>.
Il vecchio si sedette e rispose bruscamente << Quaranta minuti, non di più >>.
Il sole era ormai alto e splendeva in un cielo chiaro e limpido. Quando i due furono pronti, s’immersero in mare con la videocamera, abbandonando il vecchio ai suoi crucci. Dopodiché, assaporarono immediatamente la piacevole sensazione di leggerezza che si prova nel galleggiare in acqua e si persero con lo sguardo nel blu che li circondava. Si guardarono di sfuggita e annuirono con il capo. Scesero sempre più giù, fino a scorgere il fondale marino, in cui si alternavano rocce e sabbia. La donna fece cenno all’uomo di accendere la videocamera e indicò un banco di pesci più in là. L’uomo si avvicinò ad una roccia e, riprendendo da vicino un anemone, una stella marina ed un pesce rosso che si nascondeva nella cavità del masso, allargò la visuale a tutto il paesaggio marino. La donna sorrise e agitò la mano in segno di saluto verso l’amico. Muovendo le pinne con grazia, la giovane nuotò verso un banco di pesci che si spostavano all’unisono e che d’un tratto si separarono disordinatamente. Di fronte a loro, si ergevano dei massi alti e spigolosi che correvano paralleli fra loro. La donna, incuriosita, si avvicinò e penetrò nella cavità fra le due rocce. Appena volse lo sguardo verso il fondale al di sotto di lei, sgranò gli occhi e sentì il cuore balzarle nel petto in un violento ed acceso impeto di stupore. Nuotò verso l’uomo con evidente agitazione e gli fece cenno di seguirla. Quando ritornarono in quel preciso punto, l’amico corrucciò la fronte, inarcò le sopracciglia e gettò un’occhiata dubbiosa alla giovane donna, che si abbandonò subito alla curiosità che l’animava. L’altro risalì precipitosamente in superficie e, spaventando il vecchio, esclamò << Dei vasi, o qualcosa di simile, qui sotto! >>.
Il vecchio si alzò di soprassalto e ribatté << Cosa? Quali vasi? >>.
<< Non so >> aggiunse l’uomo << Sembrano degli antichi manufatti >>.
<< Dov’è Angie? >>.
<< E’ rimasta sott’acqua >> sbuffò << Non è riuscita a vincere la sua curiosità >>.
<< Hai ripreso con la videocamera? >> tuonò il vecchio.
<< Sì, sì… Che cosa facciamo adesso? >>.
L’uomo alzò lo sguardo verso l’orizzonte e, dopo qualche iniziale esitazione, affermò << Senza dubbio, dovete finire ciò che avete iniziato >>:
L’altro si rimise la maschera, sogguardò il proprietario della barca e s’immerse. Il vecchio segnò la posizione dell’imbarcazione, scrisse qualche appunto su alcuni fogli e, socchiudendo gli occhi e assaporando la brezza che gli scompigliava i capelli, sospirò silenziosamente << Oh, l’oceano! Quale abisso insaziabile! Che abile assassino! Il cantastorie più enigmatico al mondo >>.
