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Un ritorno

settembre 17, 2010

E’ dura ritornare alla vecchia realtà, soprattutto dopo tanto tempo trascorso al mare, in un angolo fresco e ombroso. Tuttavia, il mio non era certamente un viaggio di sola partenza. Così, bisognava pur ritornare… ed ecco che sono trascorse già due settimane da quando sono riemerso dalla mia quiete troppo surreale per apparire vera e duratura. Eccomi qui. E la scuola? L’ho già iniziata. Nuovi compagni, nuovi professori, nuovi ambienti e, naturalmente, nuove materie. Sono solo nella mia classe, o meglio, non conosco nessuno. Al diavolo! Il muro della socializzazione è reso insormontabile dall’orgoglio e dalla forte presunzione. Forse, le esperienze estive sono ancora troppo forti e fresche in me per lasciare spazio a nuovi sentimenti aperti agli altri. Così, mentre ieri correvo sotto un sole cocente durante l’ora di ed. fisica, chiudevo gli occhi, e nella mia mente si dipingeva improvvisamente la lunga strada ombrosa su cui ero solito correre le mattine estive. Allora, dimenticavo di essere stanco e non sentivo più il mio intenso ansimare. Subito dopo, mi balenava nella mente la cara Madame Bovary di Flaubert e, di conseguenza, tutto ciò che apparteneva al mio mondo e che io, evidentemente, custodisco gelosamente. Dopodiché, ricordi su ricordi rifiorivano come germogli e io li assaporavo con rammarico.

I grigi giorni autunnali sono alle porte. In realtà, provo uno strano piacere nel figurarmi nella mente un bel paesaggio autunnale, magari un prato coperto e tempestato di foglie, sormontato da un cielo opaco e avvolto in un silenzio surreale… Purtroppo, non ho mai avuto questa idea riguardo all’autunno. In tutta la mia vita, non ho visto altro che questa città e questa strada che si intravede dalla mia finestra. Le stagioni, dietro ad essa, sono tutte uguali. Probabilmente, condurre la propria esistenza in un luogo ideale è soltanto un’illusione frutto dalla mente. E’ una grande sofferenza umana, o meglio… un dolore in quanto ciò che si cerca con ardore è soltanto un immagine. Sì, un prato coperto di foglie e il silenzio abissale… Tuttavia, sta proprio in questo “abissale” la causa del dolore, in quanto, appena poggiassi i piedi sul paesaggio o nel luogo immaginato, tutta quanto ci fosse di abissale sparirebbe e verrebbe spazzato via dalla consapevolezza umana di vivere una realtà o, semplicemente, di vivere. Tante volte sogno di essere in spiaggia e di avere un libro tra le mani… Tuttavia, appena accarezzo tale momento, la tenera felicità che mi anima non eguaglia quella evocata dall’immagine stessa del mare tempo fa. A tal proposito, dato che questo è un blog letterario, mi vengono in mente i crepuscolari… accomunati da da una perenne insoddisfazione che non si sfoga in ribellione ma cerca solamente tranquilli angoli del mondo e luoghi conosciuti dell’anima in cui rifugiarsi.

Mi sento anche io un po’ così.

« le cose tristi, la musica girovaga, i canti d’amore cantati dai vecchi nelle osterie, le preghiere delle suore, i mendicanti pittorescamente stracciati e malati, i convalescenti, gli autunni melanconici pieni di addii, le primavere nei collegi quasi timorose, le campagne magnetiche, le chiese dove piangono indifferentemente i ceri, le rose che si sfogliano su gli altarini nei canti delle vie deserte in cui cresce l’erba… » [Corrado Govoni]

Forse questo pezzo di una poesia di Gozzano è quello che meglio rappresenta quello che intendo esprimere rigurardo alla mia sensazione:

Socchiusi gli occhi, sto
supino nel trifoglio,
e vedo un quadrifoglio
che non raccoglierò [....]

Socchiudo gli occhi, estranio
ai casi della vita.
Sento fra le mie dita
la forma del mio cranio:

ma dunque, esisto! O strano!
vive fra il Tutto e il Niente
quella cosa vivente
detta guidogozzano!

Dunque, è proprio un ritorno. Si aprono le porte di un nuovo anno e io ho ancora tanto da fare, da scrivere, leggere e scoprire… E’ inutile, seppure dolce, vagheggiare per i giorni del passato. E come ogni ritorno, contiene sempre imprevedibili avvenimenti per i quali bisogna sempre sperare. Come le partenze, del resto.

                                                                                               Denis ;)

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